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Gilles de Rais ("Barbabl¨")

Biographies criminals > Criminali storici

Gilles de Rais (1404 - 1440) "Barbabl¨"


LUOGO OMICIDI: Francia

PERIODO OMICIDI: 1432 - 1440

VITTIME: 800+, bambini


Originario di una nobile famiglia, da bambino de Rais passava molte ore in solitudine nella biblioteca dello zio, a leggere le vite degli imperatori romani e i resoconti delle loro perversioni che riguardavano soprattutto la pederastia. Inizi˛ a tradurre dal latino al francese i racconti degli omicidi di Tiberio e Caligola che lo avevano particolarmente impressionato.

Quando diventa un giovane uomo, inizia a spendere senza remore grosse quantitÓ di denaro per divertirsi, fino a quando l'eccessiva prodigalitÓ lo costrinse a vendere diverse proprietÓ che gli appartenevano. Per restaurare la sua fortuna, si dedic˛ anche all'alchimia e incominci˛ a cercare la "pietra filosofale" che, secondo la leggenda, avrebbe trasformato in oro qualsiasi metallo. A causa di questa sua ricerca, divent˛ preda di ciarlatani senza scrupoli che spostarono il suo interesse verso la magia nera e le invocazioni al Diavolo. Per i suoi rituali, utilizzava il sangue di bambini uccisi come vittime sacrificali. Alcune stime riportano un numero di circa 880 bambini diventati vittime di Gilles de Rais fra il 1432 e il 1440.

Prima degli omicidi, alimentava le fantasie perverse con l'assunzione di alcol e droghe, che non facevano altro che aumentare il suo stato di eccitazione e di delirio, poi iniziava a torturare le piccole vittime e, quando si era stancato, faceva tagliare loro la testa dai suoi servi oppure le mozzava lui personalmente, attivitÓ che gli dava una soddisfazione ancora maggiore. Si divertiva anche ad assistere fino all'ultimo alla loro agonia e, a volte, per assistere pi¨ da vicino, si sedeva sullo stomaco delle vittime.

Il processo a de Rais si conclude il 22 ottobre 1440, con la condanna a morte mediante impiccagione e successivo rogo del corpo, sentenza eseguita il giorno seguente.

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Gli assassini seriali fanno la loro comparsa nella classe contadine, ma soprattutto in quella nobiliare. Rispetto all'omicidio seriale moderno, infatti, una delle differenze principali Ŕ che il Serial Killer medievale era pi¨ facilmente un aristocratico che si dilettava ad uccidere per sconfiggere la noia, mentre quello contemporaneo proviene solitamente da classi sociali svantaggiate e ha un'infanzia traumatica.
Questo appena descritto del maresciallo di Francia Gilles de Laval, signore di Rais, Ŕ un tipico esempio di assassino seriale aristocratico dell'epoca.

Entrambi i genitori del piccolo Gilles muoiono quando lui ha soltanto 11 anni e il duplice evento luttuoso sconvolge la sua mente, facendolo diventare un bambino taciturno ed introverso. Durante l'adolescenza, impara ad uccidere come un guerriero, a distinguere i vari tipi di armi ed inizia ad essere affascinato da tutto ci˛ che Ŕ connesso alla violenza e alla crudeltÓ: spesso, si comporta da ragazzo capriccioso e percuote senza motivo coetanei e servitori, restando sempre impunito per via dell'appartenenza a una nobile famiglia.
Le serate degli omicidi nel castello seguivano un rituale ben preciso. Si inizia con una cena molto lunga e piena di cibi prelibati, finita la quale Gilles de Rais si ritirava nelle sue stanze, scortato dal cameriere e dal bambino di turno rapito dai suoi procacciatori, gente fidata che lui incaricava di aggirarsi per i villaggi alla ricerca di nuovi bambini.
Quando si dedicava ai suoi piaceri sadici, de Rais non era mai solo, anzi richiedeva espressamente la presenza di valletti e cortigiani, di tanti spettatori che assistessero alle macabre gesta. Dagli atti del processo, risulta la descrizione particolareggiata del suo Modus Operandi:

"
Il detto Gilles de Rais, per esercitare con i suddetti bambini, fanciulli e fanciulle, le sue lussurie contro natura e i suoi ardori libidinosi, prendeva primieramente la sua verga ovvero il suo membro virile nell'una o nell'altra delle mani, lo soffregava o l'erigeva o lo tendeva, poi lo posava tra le cosce e le gambe dei detti fanciulli e fanciulle, omettendo il vaso naturale delle fanciulle, fregando il suo detto membro sul ventre dei fanciulli e delle fanciulle con grande diletto, ardore e concupiscenza libidinosa, sino a che lo sperma si emetteva sul loro ventre. Se i procacciatori non trovavano di meglio, si accontentava delle bambine e ne abusava alla stessa maniera dei fanciulli, sdegnando e omettendo il loro sesso [...]. Altre volte venivano presi due ragazzi insieme: fratelli o sorelle, o riuniti in altra guisa. Se uno dei due non era di suo gradimento, il marchese de Rais lo scartava momentaneamente per esercitare il suo commercio lussurioso con il prescelto, poi faceva sopprimere l'uno e l'altro, affinchŔ il secondo non si lamentasse della perdita del primo."

Quando si era stancato delle piccole vittime, le faceva uccidere dai servi, oppure li uccideva come giÓ detto personalmente. Uno dei camerieri personali, Poitou, descrive senza reticenze le varie tecniche impiegate dal marchese per uccidere -"talora decollandoli o decapitandoli, talaltra tagliando loro la gola, talaltra ancora smembrandoli e rompendo loro il collo con un bastone; c'era un pugnale destinato alla loro esecuzione, volgarmente chiamato "braquemard". Talora il signore di Rais esercitava le sue sfrenatezze su detti bambini prima di ucciderli, o prima di aver cominciato a ferirli, altre volte quando aveva cominciato ed essi languinavano nell'attesa della morte, altre volte ancora dopo averli uccisi, essendo ancora caldi."-
In alcune occasioni particolari, Gilles de Rais inventava anche nuovi "giochi" macabri per diversificare il suo "divertimento" con le piccole vittime. Tra gli altri, invent˛ il "gioco dell'impiccagione": il bambino era legato, gli veniva passato un nodo attorno al collo e si issava il corpo ad una pertica o a un gancio, per fiaccarlo, soffocarlo e impedirgli di gridare; al culmine del terrore, il bambino veniva calato e de Rais lo prendeva tra le sue braccia cullandolo e rassicurandolo, poi, all'improvviso, incideva lentamente le vene del collo e della gola e osservava estasiato il sangue sprizzare.

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